ruscello nel parco nazionale delle Rocky Mountains

Donne viaggiatrici del passato

 Nei secoli scorsi  alcune donne hanno coraggiosamente affrontato viaggi incredibili che forse nessuna di noi avrebbe il coraggio di intraprendere . Oggi vi racconto le storie di Isabella Bird e di Eva Dickson . Due donne con due storie diverse ma con la stessa passione per i viaggi.

Isabella Bird nasce nel Regno Unito nel 1831. A causa della sua fragile salute le viene consigliato di lasciare l’Inghilterra e quindi nel 1854 segue dei suoi cugini negli Stati Uniti visitando gran parte del Massachusetts, dell’Ohio e Illinois. Al suo rientro pubblica “An English Woman in America" che sarebbe divenuto il primo dei molti libri sui suoi viaggi intorno al mondo e che descrive vivacemente l’America della metà del XIX Secolo.
Nel 1872 raggiunge l’Australia dove però non risiede per molto e da dove prosegue poi le Hawaii che le ispirano il suo secondo libro. Ma le sue avventure più profonde Isabella le vive in Colorado dove percorre oltre 800 miglia a cavallo (per i tempi una donna che cavalcava come un uomo dava scandalo) sulle Montagne Rocciose.
Nel suo “A Lady’s life in the Rocky Mountains” Isabella accenna anche al suo flirt con Jim Nugent alias “Rocky Mountain Jim” un fuorilegge amante della violenza e della poesia. Di lui scrisse “"Un uomo che ogni donna potrebbe amare, ma nessuna donna sana sposerebbe".
Nel 1878 affrontò un viaggio in Asia: Giappone, Cina, Corea, Vietnam, Singapore e Malesia.
Rientrata in Inghilterra nel 1881 sposò un medico scozzese, John Bishop e nello stesso anno il Re Kalakaua (sovrano delle Hawaii) la insignì dell'Ordine Reale di Kapiolani, un ordine cavalleresco conferito per meriti di carattere scientifico, umanitario e artistico resi al Regno delle Hawaii.


Gli anni successivi furono purtroppo segnati da un peggioramento della sua salute a dalla morte improvvisa del marito.
Nel 1889 a quasi 60 anni Isabella decide di partire per l’India come missionaria e dopo avere visitato numerose missioni si spinge fino al Ladakh per poi seguire un gruppo di soldati britannici in viaggio a Baghdad e Teheran. Viaggia attraverso il Belucistan (regione del Pakistan ai confini con l’Iran) per arrivare in Iran e Armenia esplorando la fonte del fiume Karun.
Nel 1892 diventa la prima donna a cui viene permesso di fare parte della Royal Geographic Society ed eletta anche membro della Royal Photographic Society il 12 gennaio 1897.
Il suo ultimo grande viaggio è nel 1897 tra i fiumi Yangtse e Han rispettivamente in Cina e Corea.
A 73 anni inizia il suo ultimo viaggio in Marocco dove trascorre alcuni tra i berberi per alcuni mesi ma al suo rientro la sua già fragile salute peggiora e Isabella muore nella sua casa di Edimburgo il 7 ottobre 1904.

Se volete leggere i libri di Isabella Bird ecco la sua bibliografia: The English Woman in America, 1856; The Aspects of Religion in the United States of America, 1859; The Hawaiian Archipelago, 1875; A Lady's Life in the Rocky Mountains, 1879; Unbeaten Tracks in Japan, 1880; The Golden Chersonese, 1883; Among the Tibetans (Baltistan and Ladak), 1894; Journeys in Persia and Kurdistan, 1891; Korea and her Neighbours, 1898; The Yangtse Valley and beyond, 1899; Chinese Pictures, 1900

Eva Dickinson nasce in Svezia nel 1905 da una ricca famiglia di allevatori di cavalli.
Sposa a 20 anni il pilota di rally Olof Dickson e diventa la prima donna pilota di rally della Svezia e la terza aviatrice del paese. Con il marito partecipa a numerosi rally e si fa conoscere per la sua guida audace e spericolata.
L’inizio della vita itinerante di Eva inizia con un viaggio a Parigi e a Roma con la sua amica Linde Von Rosen nella primavera del 1030.Pubblica diverse guide e descrizioni delle sue esperienze e la sua passione per i viaggi sarà motivo del divorzio dal marito.
Nel 1932 durante un viaggio in Kenya incontra il barone Bror von Blixen Finecke, ex marito della scrittrice Karen l’autrice de “La mia Africa”, ne diventa l’amante. Eva ama scommettere perché con le vincite può finanziare i suoi viaggi e proprio per una scommessa sempre nel 1932 diventa la prima donna ad attraversare il Sahara in auto da Nairobi a Stoccolma.
Insieme a Von Blixen ritorna in Kenya e partecipa a numerose spedizioni. L’anno successivo diventa corrispondente di guerra in Etiopia per il The Weekly Journal.
Nel 1936, la coppia si sposa a New York e decidono di trascorrere la luna di miele in compagnia dei loro amici Ernest Hemingway e Martha Gellhorn. Viaggiano tra Cuba e le Bahamas per poi finire la vacanza a Key West a casa degli Hemingway.
Il Barone Von Blixen desiderava stabilirsi in Africa ma Eva voleva prima realizzare il suo sogno: guidare da Stoccolma a Pechino attraverso la Via della Seta.
Il 3 giugno 1937 Eva parte consapevole che avrebbe rischiato la vita e che avrebbe anche potuto rimanere senza cibo e acqua per giorni. Attraversa Germania, Polonia, Romania, Turchia, Siria e Iran. Dopo aver raggiunto l'Afghanistan, le viene consigliato di deviare attraverso l'India, poiché il suo percorso, previsto nel Turkestan, era considerato troppo pericoloso per una donna sola. Quando raggiunge Calcutta, si ammala, forse a causa di una puntura di zanzara del deserto e viene curata con dell'arsenico, cosa che le procura un avvelenamento e peggiora le sue condizioni.
Ancora convalescente a Calcutta e a corto di risorse finanziarie apprende la notizia dello scoppio della seconda guerra cino-giapponese e si rende conto che la sua rotta verso la Cina è ormai impossibile. Rinuncia quindi ai suoi piani per raggiungere Pechino e decide di rientrare in Europa.
Per aumentare le sue finanze decide di scommettere con un inglese di guidare da Calcutta a Londra.
Arriva a Baghdad nel marzo del 1938. Viene inviata fuori città per una cena ma al rientro con il buio e con la strada accidentata la sua auto si capovolge, viene sbalzata sotto la vettura morendo all’istante a soli 33 anni. Suo marito, Bror, in Kenya è fuori per un safari e apprende la notizia solamente 4 mesi dopo,
Nel suo libro "Un'avventura nelle zone calde", Eva Dickson scrive del suo spirito di avventura, della sua ansia e inquietudine e dell'Africa che l'ha affascinata. "Credo che chiunque una volta catturato dall'incantesimo dell'Africa non sarà mai più un uomo libero. Lì si entra in contatto intimo con la natura, e da parte mia penso che sia lì che risiede il più grande fascino dell'Africa."

 

Paola De Luca


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